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Blog - Anelli di fumo
 
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Men on men Vol.3 (Mondadori)
A Family è il racconto col quale ho esordito. L'ho scritto con due idee in testa: quella di far sorridere il lettore e quella di lanciare un messaggio "politico": il mondo nel quale viviamo non è il migliore dei mondi possibili. C'è di più, c'è dell'altro, c'è di meglio. Ho cercato di guardare al mondo gayo con un'ottica etero, parlando di problemi comuni a milioni di coppie (se non tanto l'adozione, di sicuro il latte di proseguimento e l'iscrizione del figlio all'asilo). Ho cercato di non avere un tono consolatorio né di "andare sul sicuro", introducendo esplicitamente e implicitamente concetti alieni alla frocerie romana o italica. Ho cercato, con ironia, di scardinare alcuni cliché di quel mondo e ho provato a usare categorie universali per raccontare un particolare molto particolare. A voi il giudizio sul risultato...

Scarica la prima pagina di A Family (39 Kb)




Anelli di fumo è è il mio secondo romanzo e il sesto libro. È la mia opera più complessa. È un romanzo sociale, corale e generazionale, ambientato nell'Italia d'oggi, in tre città: Roma, Milano e Ostia. La prima parte presenta gli undici personaggi e ci fa capire il grado di insoddisfazione che ombreggia su tutti. Sono giovani uomini e donne intorno ai 35 anni, in cerca di un senso e uno spazio nella società d'oggi, che troppo spesso li sputa fuori come "anelli di fumo": belli e curati, ma destinati a dissolversi in fretta. La sfida di questo romanzo è triplice: primo, raccontare la normalità di tutti i giorni, sottolineando come nel quotidiano si nascondano sovente drammi e gioie di profonda intensità. Secondo, tratteggiare una critica sociale del precariato che sta uccidendo i progetti e i sogni di chi vive in Italia ed è intorno ai trent'anni. Terzo, volevo offrire al lettore una trama credibile e avvincente, quasi un giallo. E così, i nostri undici antieroi si trovano tutti riuniti nella seconda parte del romanzo per una festa d'addio, nella quale ciascuno porta un regalo speciale a Ivan e Valentina, la coppia che organizza il party e che ha deciso di emigrare in Nuova Zelanda. Ma uno dei regali sarà davvero troppo particolare e metterà in crisi tutti...






Troppo giovani per vivere è il mio primo - e finora unico - testo per il teatro. Si tratta di una tragicommedia in atto unico, che narra le vicende di quattro giovani ventenni sbarcati nella grande Roma dalla provincia. Si ritrovano per caso a convivere in un'unico piccolo appartamento, mentre fuori la città fa di tutto per intimidirli.

Troppo giovani per vivere partecipa al Premio Riccione Ater per il Teatro 2009, e non sarà rappresentata prima del mese di settembre 2009.





Fino a qui tutto bene è una folle raccolta di proesie, che sono quella che per me è una via di mezzo tra la prosa e la piccola proesia. Non ne ho mai voluto proporre la pubblicazione e penso che mai lo farò, almeno sinché conserverò un briciolo di decenza... La raccolta copre gli anni dal 1989 al 2000.


Scarica "Amori in autunno" (24 Kb)






 
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