"Com'è che ti chiami?" In genere
è così che la gente si presenta, quando sono
io a presentarmi. E allora diciamocelo qui, una volta per
tutte: "Sciltian" (non Cristian, non Cinzia...)
è proprio il mio nome, col quale la mia atea mamma
è persino riuscita a farmi battezzare. Era il cognome
di un pittore armeno metafisico, Gregorio Sciltian, con
il quale l'unico legame è dato appunto dal condividere
il medesimo nome-cognome. Sciltian il pittore venne a vivere
in Italia dopo la Rivoluzione d'ottobre, chiedendo asilo
politico. Nell'aprile 1974, quando stavo per nascere, mia
mamma lesse di una mostra del pittore armeno a Venezia e
disse: "Però, com'è eufonico questo nome!"
E me lo appioppò. Da allora, è per me una
vera croce, come diceva Gesù.
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