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Francesco ed Emanuele sono due ragazzi come tanti. Studiano,
vanno al cinema, ascoltano musica, scrivono e-mail. E amano.
Si amano. Con un'intensità tale da essere come angeli
da un'ala soltanto: possono volare solo abbracciati. I due,
adolescenti e omosessuali, maturano insieme la loro romantica
crescita sentimentale, fra i timori della rottura delle convenzioni
e la passione totalizzante del primo amore.
Specchio della società sono le famiglie d'origine di
Chicco e Lele, che premono per una condotta di vita più
omogenea. Proprio il rapporto familiare di Chicco, il personaggio
principale, è una delle chiavi di lettura del romanzo:
carico di contraddizioni, d'incomprensioni e di un altro tipo
di amore, è un rapporto paradigmatico per molti figli
e fratelli d'oggi.
Romanzo di formazione, tratta argomenti d'attualità
affrontando esplicitamente temi centrali per gli adolescenti
d'ogni epoca e d'ogni identità sessuale: la capacità
d'amare e di amarsi, il coraggio delle scelte, il rispetto
dei sogni propri e altrui.
Leggi la prima pagina del romanzo (15 Kb)
La colonna sonora (18 Kb)
Angeli è stato presentato a: Roma (sei volte), Milano (tre volte), Firenze (tre volte), Bologna (due volte), Torino (due volte), Genova, Pisa, Livorno, Padova, Trento, Brescia, Piacenza, Modena, Ferrara, Perugia, Salerno, Capua, Napoli, Lucca, Cuneo e Grosseto.
Recensioni,
"Spesso i libri non ci sono ma non è questo
il caso. Angeli da un'ala soltanto c'è e si sente.
Ha una sua forza, una sua prepotenza, una sua giustificazione.
Il libro c'è perché la storia che racconta la
si può toccare con le mani. Il libro c'è perché
la costruzione è convincente, le trovate non mancano,
la scrittura è scorrevole e intrigante".
Daniele Scalise
"Opera coinvolgente, intensa, mozzafiato: chi la
legge sente le vicende come autentiche, i personaggi come reali.
Senza contare la scrittura: la mano che la guida è sicura,
il linguaggio ricercato, lo stile impeccabile".
(Maria Paulucci,
Aut, novembre 2004)
"Angeli da un'ala soltanto
è un libro avvincente, quasi lo stereotipo della storia
d'amore giovanile, densa di slanci sentimentali e di grandi
progetti di vita. Il ritratto impietoso di Checco e della
sua passione per Lele risulta addirittura imbarazzante in
alcuni casi, mentre mette a nudo la disperata completezza
con cui un giovane si può donare all'oggetto del suo
amore".
(Giulio Maria Corbelli, Gay.it).
"E' il primo romanzo di formazione
pubblicato in Italia dove l'amore omosessuale, tra due coetanei
romani, è trattato lealmente e semplicemente: come
un amore tra due persone".
(Adele Cambria, L'Unità, 12/01/2005).
"La seconda parte del romanzo,
più tesa e drammatica anche sul piano dello stile,
racconta con rabbia e determinazione la sofferta elaborazione
dell'abbandono e dell'assenza, fino a un finale carico di
suggestioni romantiche e per niente affatto scontato. (...)
Gastaldi narra con una sua originalità una storia di
angeli a tratti ingenua, ma spesso di una struggente tenerezza,
percorsa da un piglio che si può definire militante".
(Francesco Gnerre, Pride, febbraio
2005).
"La sottile ironia e la tenerezza
mescolata ad un efficace quanto sporadico uso del dialetto
da parte dell'autore, ci guidano fra le diverse tappe della
storia, nella quale, una virtuale colonna sonora dominata
dagli Smiths e Morrissey, svolge la funzione di coro".
(Lancio Ansa, 4 marzo 2005).
"Alternando brani del libro
a stralci di canzoni - quelle stesse canzoni che sono la colonna
sonora appuntata in fondo al volume, (...) Gastaldi è
riuscito a evidenziare anche una vena minore ma ben presente:
quella della commedia. In più passaggi infatti Francesco
risponde alla pressione degli eventi con il commento ironico
del suo pensiero, quasi un contro-canto che permette di sopportare
la realtà".
(Gabriele Dadati, Libertà, marzo
2005).
"Sciltian Gastaldi, trentenne
scrittore e giornalista romano, affronta in modo diretto il
tema dell'omosessualità nel suo romanzo d'esordio Angeli
da un'ala soltanto. Francesco, studente nel periodo fra il
liceo e l'università, racconta in prima persona la
propria difficile storia d'amore con il coetaneo Emanuele,
storia di incontri segreti, contrasti familiari, egoismi e
incomprensioni. Con un drammatico finale, emotivamente e letterariamente
altissimo".
(Riccardo Trani, La Piazza dell'Aurelio, febbraio 2005).
"È difficile dire qualcosa
ancora di un libro che è soprattutto da leggere. Un
libro bello, intenso, emozionante, soprattutto perchè
privo di pregiudizi e che aiuta chi lo legge a liberarsi dei
propri".
"Le capacità stilistiche
di Gastaldi si riflettono, così, anche nell'intenso
scambio di posta elettronica cui i due giovani affidano le
loro confidenze, emozioni e lacrime. Il linguaggio è
informale e immediato, senza filtri, al pari di quello orale:
"parlato" quanto un dialogo intimo tra amici. E'
un romanzo dalla narrazione veloce e fluida, che parla di
un sentimento <<tristemente fuori moda>>, mostrandone,
però, più la devastante potenza distruttiva
che l'energia positiva".
(Claudia Prescotto, Inchiostro, maggio/luglio
2005).
"Bella e intensa storia d'amore
tra due diciannovenni, Francesco e Emanuele.
Si snoda tra le righe di lunghe e burrascose mail, notturne
conversazioni in chat e quotidiani incontri in una cornice
d'eccezione: l'isola Tiberina, i Fori Imperiali e le bellezze
artistiche di una Roma che rimane distante e impassibile".
(Simona Flotta, Mondo Libero, maggio
2005).
"Questo romanzo d'esordio d'un
giornalista trentenne, attivo nel movimento glbt, si presenta
fin dalle prime battute come un sotterraneo omaggio a Les
mauvais anges (Gli angeli malvagi) di Eric Jourdan, mentre
la copertina è dedicata a Matthew Shepard, lo studente
americano massacrato da due giovani omofobi nel 1998".
"Angeli da un'ala soltanto
è un romanzo d'amore, dell'amore tra due adolescenti,
che rapisce dalla prima all'ultima pagina".
(Valerio Barbini, L'Ateo, gennaio
2006).
"Se non avete ancora letto
il romanzo d'esordio di Sciltian Gastaldi, fatelo appena possibile.
Leggetelo per senso civile, se siete eterosessuali, ma soprattutto
per autoeducare l'immaginario. Se siete gay leggetelo per
riconoscervi o per prenderne le distanze, divoratelo perché
è una favola rosa ma di quelle tristissime, struggenti,
forse forse sincere, perché è proprio quel genere
di storia che aiuta a sentirsi meno soli quando lo si è
indiscutibilmente".
(Viviana Rosi, Corpo 12, gennaio
2006).
Qui sotto, la nuvola dei termini pił frequenti di Angeli da un'ala soltanto. Cliccaci sopra per ingrandirla!
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